PARROCCHIA S. ANTONIO ABATE

Salita Villa Flavia - 98051 Barcellona P.G. (ME)

L'Accolito

Sposato, due figli, sono nato a Barcellona P.G. il 16/02/1959 e sono stato istituito il 10 luglio 2006, nella chiesa di S. Nicolò all’Arcivescovado di Messina, da S.E. Rev.ma Mons. Giovanni Marra, dopo aver frequentato per quasi due anni i corsi di formazione  specifica.

Frutto del silenzio è la fede,

frutto della preghiera è l’amore,

frutto dell’amore è il silenzio

(M. Teresa di Calcutta).

 

Tra emozione ed attesa il 10 luglio 2006 mi è stato conferito il ministero dell’accolitato. Ciò non rappresenta per me e non sarà mai un punto di arrivo, ma una tappa di un percorso senza fine fatto per la Chiesa e nella Chiesa.

“Io sono in mezzo a voi come colui che serve ” (Lc 22,27). Questo dice Gesù, questo è il centro di ogni ministerialità: la carità anima di ogni missione.

La carità non può essere un impegno marginale o episodico, ma la si deve vivere ogni giorno al mistero Pasquale di Gesù Cristo, carità che è cuore del Vangelo che rende presente Dio e lo manifesta al mondo.

La mia istituzione è la risposta ad una chiamata, il mio “ECCOMI” è la piena disponibilità a fare la volontà del Signore con competenza e gratuità: amare il popolo di Dio che è il Corpo Mistico di Cristo, amare i deboli, i poveri, gli infermi.

Come puoi dire di amare Dio che non vedi se non ami il prossimo tuo che vedi?

Per questo è necessario entrare nel cuore di Dio, sentirsi amati da Lui, per poter entrare nel cuore di coloro che soffrono per poterli amare ed essere amati. Si attua così il comandamento nuovo che Gesù diede agli Apostoli: “Amatevi gli uni gli altri…”.

La società odierna spesso non ce lo permette, presa com’è dalla sua folle corsa ai beni materiali che nulla hanno a che vedere col progetto che Dio ha disegnato per ognuno di noi. Ma Lui ci è sempre vicino, percorre con noi gli stessi passi, gli stessi sentieri, donandoci gli strumenti della carità, della semplicità, dell’amore senza confini per essere noi uomini operatori del suo amore: bisogna rinnovarsi, attingere all’Eucaristia, portarla a chi soffre, a chi è ammalato e nella cui sofferenza si celebra ogni giorno la passione di Cristo.

Nel mio piccolo ho sempre cercato nell’umiltà l’azione con cui agire in un’intima partecipazione al bisogno degli altri, esercitando la carità in nome della Chiesa. Essere accolito, ministro istituito nella Chiesa di Dio, rappresenta per me non solo impegno nelle varie liturgie ma soprattutto bisogno indelebile di essere presente accostandomi come buon Samaritano al grido di ogni fratello, nella piena consapevolezza di saper cancellare ogni giorno tutto di me e rinnovarmi ogni momento nella fede per essere certo di scrivere alla fine del mio tempo la poesia della vita.