PARROCCHIA S. ANTONIO ABATE

Salita Villa Flavia - 98051 Barcellona P.G. (ME)

La Chiesa

Origini e storia della chiesa. "Quest’ABITAZIONE (cioè S. Antonio), benché popolata, è sotto la cura, per l’amministrazione dei sacramenti, del casale di Centineo, nel cui territorio esiste. Vi era una piccolissima chiesa sotto titolo di S.Antonio e dal predecessore (cioè l’arciprete che ha preceduto il Cutropia) fu posto un EREMITA, il quale con le elemosine fece una chiesa nuova. L’eremita morì nell’ingresso dell’arcipretura e ne fu posto un altro che fece molti sacrifici, mantenendo la chiesa con la messa di ogni festa, facendo tutto il mobile necessario, accrescendo tutto con elemosine e abbellendo la stessa chiesa, che era rustica, con tre cappelle. In una era posto il quadro di S. Antonio, in un’altra l’immagine del SS. Crocifisso e in un’altra ancora la Beatissima Vergine del Rosario, mantenendo il confessore che a sua volta faceva il catechismo”.

L’antica chiesetta, da cui è poi derivato il nome dell’abitato, sorgeva nella zona chiamata “GARRISI DI S. ANTONIO”, che, nel nono decennio del secolo XVI, intorno al 1590, i Giurati di Castroreale hanno ingabellato allo scopo di devolverne il ricavato alla fabbrica della chiesa Madre ed alle riparazioni della chiesa del SS. Salvatore, in Castroreale.

Si può dedurre che la chiesa di S. Antonio è sorta nella prima metà del ‘600, come è confermato dalla data posta sul piedistallo della acqua-santiera ivi presente, dove si legge: "FIERI FECIT BERNARDUS BENEDICTUS ET CASALAINA. 1637", che tradotto vuol dire: "La fece costruire Bernardo Benedetto e Casalaina. 1637".

Come dice lo storico Ferrara, sino al 1731, la chiesa è rimasta in qualche modo soggetta alla chiesa di rito greco di S. Maria di Centineo, pur essendo ambedue sotto la giurisdizione della chiesa Madre di Castroreale. E' passata sotto la giurisdizione dell’arcipretura di S. Sebastiano al momento della costituzione del nuovo Comune di Barcellona nel 1821.

La chiesa è posta come su di un poggio, quasi nascosta e un po’ separata dalle case sottostanti. Anticamente la strada pedonale passava dietro la chiesa, con un giro tortuoso di viuzze.

Nell'800 la nuova Via Nazionale è stata portata al livello attuale, lasciando il luogo di culto sempre più distante e solenne nella sua solitudine.

Davanti alla chiesa si apre una spaziosa piazzetta alla quale si accede da due scale a rampa e da una stradella rotabile fatta costruire negli anni ’60 per interessamento del sac. Mariano Maio.

La piazzetta fino al 1906 era molto più grande: su parte di essa è stata ampliata la parte anteriore della chiesa, che precedentemente arrivava al livello del vecchio campanile.

Durante i lavori di rifacimento del tetto e del pavimento, avvenuti intorno al 1930, sono state rinvenute le fondamenta con i muri perimetrali della vecchia chiesa al livello della facciata del campanile. Sono stati rinvenuti, inoltre, un ampio ossario di circa 4 metri quadrati, parecchi loculi sparsi sotto il pavimento della chiesa. Il tutto è stato allora sistemato in un nuovo ossario posto al centro della stessa chiesa.

Sotto il pavimento dell’abside, di fronte all’altare maggiore, vi era un loculo una volta coperto da una lapide sulla quale era riportato il nome della persona sepolta, Andrea Grillo. Tale lapide è andata dispersa.

La festa del Santo Patrono si celebra ogni anno il 17 gennaio, con grande concorso di popolo e con solenne processione, che si snoda per le vie della Parrocchia e al suo ritorno, per antica consuetudine, dalla Via Statale entra nella Villa Flavia ed esce dal cancello secondario che dà sulla Salita Villa Flavia, dietro la chiesa.

La chiesa diviene Parrocchia. La chiesa di S. Antonio è divenuta Parrocchia autonoma il 21 febbraio 1943, è stata eretta tale con bolla dell’Arcivescovo di Messina e ha ottenuto il civile riconoscimento il 6 settembre 1946.

Il PRIMO PARROCO della Parrocchia S. Antonio Abate è stato il Sac. MARIANO MAIO, nato a Rodì Siculo il 6 aprile 1913 e morto a S. Antonio il 16 agosto 1988, nominato con bolla dell'Arcivescovo di Messina il 1 ottobre 1946. Il suo primo ingresso nella Cappellania di S. Antonio, poi elevata a Parrocchia, è stato il 3 dicembre 1944. In precedenza, quando era ancora Cappellania di S. Sebastiano, si sono alternati come cappellani della chiesa, dapprima, il Sac. VINCENZO SACCONE fu Carmelo, nato l’8 maggio 1863 in Alcara Li Fusi e ordinato il 20 marzo 1887. Nei vecchi registri conservati nell’archivio Parrocchiale si nota la sua presenza già nel 1906. Successivamente ha svolto il suo servizio il Sac. FRANCESCO TRAMONTANA. Saltuariamente sono venuti a prestare la loro opera altri sacerdoti, forse dei frati: Sac. LIBERANTE RUSSO, Sac. SALVATORE GIUNTA.

Il SECONDO PARROCO è stato il Sac. LUIGI PANTE', nato a Barcellona P.G. il 25 ottobre 1914 e morto nella sua abitazione di Oreto il 31 agosto 1990. Ha preso servizio nella Parrocchia S. Antonio Abate con nomina del 19 marzo 1976.

Il TERZO PARROCO è stato il Sac. GIOVANNI SOTTILE, nato a Barcellona il 25 febbraio 1949 ed ordinato il 13 agosto 1975. Nominato il 1 luglio 1990, nell'anno 2000 ha festeggiato il 25° anniversario di sacerdozio. Il 29 aprile 2001 è stato insediato dall'arcivescovo mons. Giovanni Marra nella comunità dei Santi Giuseppe e Martino in Spadafora.

Il QUARTO PARROCO è stato il Sac. GIUSEPPE RUGGERI, nato a Messina il 28 luglio 1967 ed ordinato presbitero il 24 ottobre 1992. Formatosi teologicamente presso l'istituto S. Tommaso di Messina e presso l'istituto per Studi su Matrimonio e Famiglia "Giovanni Paolo II" di Roma, ha fatto il suo ingresso nella nostra Parrocchia, con  una solenne cerimonia, il 26 agosto 2001. Il 27 ottobre 2007 è stato insediato nella  Parrocchia di S. Francesco d'Assisi in S. Licandro - Messina.

Il QUINTO PARROCO è, attualmente, il Sac. VINCENZO PUCCIO, che è stato insediato nella Parrocchia con una solenne cerimonia il 1° dicembre 2007.

Il fondo di S. Antonio. La chiesa di S. Antonio anticamente era dotata di molti benefici, che messi insieme formavano il cosiddetto «FONDO DI S.ANTONIO». Nel 1865 si contavano circa venticinque cespiti di terreni ma, in seguito a leggi eversive, gran parte di questi beni sono passati prima al demanio e poi a privati cittadini. Questo è l’elenco dei beni come da estratto dell’art. 1136 del Catasto rustico di Barcellona sotto la detta chiesa di S. Antonio del 20 ottobre 1865: stanza terranea, frutteto ordinario, frutteto infimo, rovereto, seminerio infimo, frutteto infimo, gelseto ordinario, orto infimo, agrumeto ordinario, n. 6 terraneo, casa di 2 stanze, fichidindieto, oliveto infimo, chiesa e sagrestia, una stanzetta.

I beni terranei facevano parte del cosiddetto «Fondo Praga» a Migliardo. In seguito alla riforma del sistema di sostentamento del clero 1987, il Fondo Praga è passato per diritto all’Istituto Diocesano Sostentamento Clero.

La chiesa nella sua struttura architettonica. Nella sua struttura architettonica, la chiesa è descritta così dal prof. Antonino Milone: "La pianta della chiesa è a navata unica. Il protiro (cioè il portico), che originalmente era rialzato di tre alti gradini, è oggi riportato al piano della navata. Il campanile è a pianta quadrata, arretrato di circa 4 metri al prospetto della chiesa.

La chiesa, probabilmente romanica all’origine, ha subìto in seguito rifacimenti coerenti allo stile originario, mentre intorno al 1960 interventi alle strutture hanno compromesso la stabilità dell’edificio:  sono stati demoliti i contrafforti sul lato ovest per allargare la stradella laterale, caricando i muri perimetrali con un telaio di cemento armato che non ha niente a che vedere con l’elegante tetto in legno originario. Il prospetto della chiesa si fregia di un rosone sobrio ed elegante e un finto portale sulla porta d’ingresso con due colonne pseudo-corinzie in pietra di tufo. Il campanile assomiglia a quello di destra della chiesa di S.Ambrogio di Milano. All’interno la navata misura m. 19 x 6,50 con un’altezza di circa 9m. L’altare maggiore è impreziosito da un bellissimo paliotto in marmo policromo ricavato dal vecchio altare. Addossati ai muri laterali vi sono 6 altari minori  dedicati alla PIETA’, a S. FRANCESCO d’ASSISI, a S. GIUSEPPE, a S. RITA, alla MADONNA DEL ROSARIO e all’IMMACOLATA. Sono stati restaurati nel 1955. Esisteva una cantoria in legno alla quale si accedeva da una scala interna. Dopo il terremoto del 16 aprile 1978, la chiesa è stata nuovamente restaurata a causa dei danni subìti. Un ulteriore intervento di restauro è stato effettuato sul finire degli anni ’90 alle strutture del tetto e dei muri laterali".

Il territorio Parrocchiale. Il vasto territorio arriva sino alla spiaggia, è posto tutto in pianura e dista dal centro di Barcellona P.G. poco più di 2 chilometri. Gli abitanti residenti sono 2.388, per un numero di 900 nuclei familiari (censimento parrocchiale effettuato nel gennaio del 2009. Confina con le Parrocchie S. Maria di Portosalvo, S. Francesco di Paola e Centineo. Inoltre confina con la riva destra del torrente Termini o Patrì. In particolare confina:

a) con S. Maria di Portosalvo, dallo sbocco della vecchia galleria ferroviaria, lungo la Statale 113 sino al ponte sul torrente Termini;

b) con S. Francesco di Paola, nella zona “ TRE PALMARE ”.

Opere di interesse storico. 

- PALIOTTO d’altare in marmo policromo ricavato dal vecchio altare e collocato sul fronte dell’Altare Maggiore rivolto verso il popolo;

- DIPINTO su pietra lavica e ardesia, dimensioni cm. 50 x 40 e rappresentante la Natività;

- BATTISTERO in marmo rosso, altezza m. 1,20;

- ACQUASANTIERA in marmo, altezza cm. 94, risalente al 1637. Come indicato nel libro da cui è tratta questa notizia, “I ricordi della memoria“ a cura di A. Biliardo, oltre all’altezza di cui sopra ha un diametro della tazza di cm. 40. E’ di autore ignoto e risale al secolo XVII. Sulla tazza modanata è scolpita a bassorilievo una testa di cherubino, mentre il fusto ha la forma di elegante balaustro privo di decorazioni, tranne che nella parte inferiore, sulla quale presenta un giro di piccoli incavi a guisa di nicchie. Sulla base quadrangolare a facce concave si legge un’iscrizione in latino col nome del committente e la data: FIERI FECIT BERNARDUS BENEDICTUS ET CASALAINA  1637. Lo stato di conservazione è discreto. La scultura si trova addossata al muro a destra dell’ingresso della chiesa. Anche se l’autore è ignoto, è sicuramente opera di scalpellino locale dotato di una buona padronanza del mestiere, come si nota, pur nell’essenzialità del disegno e della fattura del cherubino.

Ampliamento della chiesa. Con un atto del 25 gennaio 1908, rogato dall’Avv. Giuseppe Majmone nella canonica della chiesa d S. Antonio, alla presenza del Sac. Vincenzo Saccone, di Giuseppe Aricò, ebanista, di Sebastiano Lacono e dell’arciprete Rev. Gaetano Crisafulli (rettore e amministratore dei beni e rendite della chiese di Barcellona), fu stipulato un ATTO DI PERMUTA, col quale l’arciprete G. Crisafulli permutò una casa di pertinenza della chiesa di S. Antonio (da tempo disabitata) con un’altra di proprietà di Sebastiano Lacono (che possedeva da oltre quaranta anni: il terreno era pervenuto alla sua famiglia per atto 16 agosto 1820 – reg. in Castroreale il 26 gennaio 1821, la casa era stata costruita nel 1877).

La proprietà della chiesa confinava da un lato con via pubblica, da due lati con vicoli vicinali e col quarto lato con la casa degli eredi di Giuseppe Crinò. La proprietà di Sebastiano Lacono (casa di un vano più spiazzo) era limitrofa alla chiesa, quasi addossata al prospetto della stessa, e confinava con proprietà del sig. Francesco Cambria, con strade pubbliche da due lati e col piazzaletto di proprietà della chiesa.

Questa permuta venne fatta allo scopo di ampliare, a spese dei fedeli, la chiesa esistente e la stessa venne considerata conveniente per entrambe le parti, perché il Lacono avrebbe avuto una casa più ampia e più comoda e la chiesa avrebbe avuto una superficie più grande, il materiale adatto per ampliarla e sistemarla e i mezzi assolutamente necessari alla decenza, comodità e sicurezza dei fedeli che vi accedono.

Entrambi gli immobili (della chiesa e del Lacono) sarebbero dovuti essere vicendevolmente trasferiti franchi e liberi da ogni onere servito ad ipoteche. Trattandosi di trasferimento, questa permuta non poteva avere nessun effetto se non approvata dal Regio Economo Generale dei Benefici Vacanti di Palermo.

Una copia dell’atto redatto il 25 gennaio 1908 fu rilasciata all’arciprete G. Crisafulli in data 20 luglio 1909 per la relativa approvazione dell’Economato Generale, che, a sua volta, in una lettera del 23 aprile 1910 dichiarò di non aver potuto accertare se il valore peritale degli immobili permutati corrispondesse al loro valore reale, perchè la parte interessata non aveva voluto anticipare spese di sorta per eseguire tale accertamento.

Successivamente, in data 26 dicembre 1912, fu fatta una ulteriore sollecitudine dal nuovo arciprete NUNZIATO BONSIGNORE, con relativo invio di documenti per ottenere in linea sanatoria l’approvazione governativa, con la dichiarazione che la permuta era stata vantaggiosa poiché il fabbricato di pertinenza della chiesa non dava alcun reddito.

Non solo, ma perché esclusivamente da tale permuta dipendeva l’ampliamento della chiesa, indispensabile per la crescita della popolazione.

L’ampliamento della chiesa, che come già visto arrivava al livello del campanile, materialmente avvenne dopo il 1912.

Richiesta della nuova chiesa. Il 13 agosto 1943, a causa di mitragliamenti e bombardamenti, la chiesa fu danneggiata in alcune sue parti: tetto, muri perimetrali e interni, solaio del campanile e le campane.

Nel dicembre del 1952 il parroco titolare Sac. Mariano Maio inviò una richiesta per la costruzione di una nuova chiesa. Nella stessa richiesta il parroco scrisse letteralmente (come da documenti conservati nell’archivio Parrocchiale):

“La chiesetta, costruita parecchi secoli fa, quando forse vi erano nella frazione un centinaio di anime, è posta sopra una collinetta. Vi si accede dalla Via Statale con una doppia e malsicura rampa, per cui si rende inaccessibile ai vecchi e noiosa agli uomini maturi, i quali preferiscono fare due chilometri – tale è la distanza che intercorre tra la chiesa Parrocchiale e quella più vicina di Barcellona – anziché accedere alla chiesa locale. E’ assolutamente insufficiente alle esigenze della numerosa popolazione, 3000 anime, con una media di 60 nascite e appena, grazie a Dio, 10 morti all’anno. E’ in pessime condizioni statiche, e dovendola ampliare il luogo non è adatto in quanto si notano piani di scorrimento del terreno e nello stesso tempo angustità della superficie. La casa canonica è composta di tre vani oltre la sacrestia. Vi sono due baracche date in affitto a pochi metri dalla chiesa. Non vi sono locali per l’Azione Cattolica".

La richiesta fu per una nuova chiesa di circa 500 mq. e di una cubatura complessiva di 36.000 metri-cubi, che doveva sorgere, secondo le orientative del parroco, nei pressi della scuola elementare di Via Villa.

Richiesta per la costruzione dell'asilo. Nel periodo 15 marzo 1946/22 maggio 1946, furono molte le lettere inviate dal Sac. M. Maio alle autorità italiane e americane e alle ambasciate per la richiesta di fondi per la costruzione di un asilo per l’infanzia abbandonata.

Tra le tante, una diretta al Presidente degli Stati Uniti TRUMAN, la cui risposta fu che il Consolato non disponeva di fondi, né di cibi o indumenti da distribuire ai cittadini.

Riparazione della chiesa per i danni del terremoto del 1908. Dopo il terremoto del 28 dicembre 1908 la chiesa fu anch’essa danneggiata. Nel 1954 fu richiesto, da parte del Sac. M. Maio un contributo alla Curia Arcivescovile per la riparazione dei danni subiti dalla chiesa di S. Antonio abate. Tale contributo fu fissato in £ 2.539.500.